Archive for the ‘che fai, mi copy?’ Category

Galline e passere

Voi ci credete nelle congiunzioni astrali? Io sì.

 

Ieri sera cena tra galline in Piazza della Passera (nomen omen).

Io, LaBoss, Trucco&Parrucco, L’Agitata.

Dico a Trucco&Parrucco che mi deve aiutare a ricontattare i tipi della vettura che io e Tamino abbiamo scelto per il matrimonio. Sono amici suoi e sono un po’ naif, aspetto le foto da circa tre mesi, la vettura è a Massaciuccoli e non abbiamo avuto mai tempo (e forse anche voglia di andarci). Mi squilla il telefono. La tipa del nostro mezzo! Si scusa, si prostra e mi dice che – guardacaso – è a Firenze e – guardacaso – ha le foto della vettura con sé. Ci raggiunge. In piazza della Passera c’è un ristorante tra i più rinomati a Firenze. E c’è pure il concerto di Ginevra de Marco. Noi mangiamo dentro, la musica ci arriva ovattata e fuori la piazza è gremita.

Cinque donne.

C’è chi ha attraversato un periodo pessimo sentimentalmente, ma ha saputo ritrovarsi e rimettersi in piedi.

C’è chi racconta di un casting fatto a una squadra di rugby nel pomeriggio, con incursioni nello spogliatoio.

C’è chi è sposato da 20 anni e quando parla del marito è ancora emozionata.

C’è chi è felice per te anche se ti conosce da 5 minuti e dice:  ”Quando incontri Lui e lo vuoi sposare, capisci che stai vivendo un dono. E’ come avere una marcia in più, una forza che prima non avevi.

E a volte ti senti quasi in colpa per quanto sei fortunata.”

C’è chi arriva a fine cena e annuncia che sì, dopo 10 anni di relazione ha deciso di sposarsi, per amore e solo per amore.

In piazza ci sono le rificolone e dal palco del concerto partono delle piccolissime mongofiere in carta, rosse e a forma di cuore. 

Sono davvero felice.

 

Fidati, te la do gratis. (Una randellata in testa!)

Volevo tanto inserire l’immagine della campagna di cui mi appresto a parlare. Ma Wordpress si ribella.
Comunque, non so se vi è capitato di vederla. C’è una bella ragazza, in primo piano.
Headline: Fidati, te la do gratis.
Più lontano e più piccolo c’è la specifica: La montatura.

Poveri, poveri, poveri creativi.
Me li immagino.
Probabilmente maschi, perché voglio sperare che se ci fosse stata una donna nel tema avrebbe detto loro che no, non sono simpaticissimi. E neppure brillanti.
E io me li immagino, col briefing davanti. A pensare come poter esplicare il concetto. In maniera divertente e ammiccante.
Poi ad uno di loro viene il colpo di genio. E butta lì l’headline. E gli altri ridono (sghignazzano, forse). E poi magari pensano anche di aver fatto una cosa figa.
Perché solo quella (la figa) hanno in testa.
Ecco, io vorrei dire a chi ha partorito cotanta creatività che la creatività a mio avviso è altro. Magari non quella che faccio io, per carità. Ma DI CERTO non quella che avete fatto voi.

 

Cronaca di ordinaria follia

In ritardo (lo so, ma son stati giorni parecchio intensi), ecco un riassunto semiserio della sfilata di giovedì scorso.
Tranquille e rilassate come due gazzelle svampite in che si rendono improvvisamente conto di star passeggiando in mezzo a un branco di leoni, io e L’Apprendista ci siamo recate sul luogo dell’evento intorno alle 11. Abbiamo anche provato a entrare con la macchina, visto che il luogo deputato era (ed è) un parcheggio. Ma ahimè, gli ArchiAPezzi non avevano previsto dei pass parcheggio per noi. Abbandonata l’auto in mezzo a una strada secondaria, siamo entrate. Lo scenario: un freddo buco (l’impianto di riscaldamento non era arrivato) e un panorama quasi lunare. In pratica il quasi nulla. Paura. Paurapaurapaura. Le modelle nel backstage stanno appiccicate alle stufe. Peccato che salti la corrente a oltranza e quindi serva a poco. I ferri da stiro? Ci sono. E le assi da stiro? Ah, servivano anche le assi? nooo, di solito la roba si stira appoggiandosi al muro! L’Apprendista effettua la prima di una lunga serie di spedizioni in giro per la città, per recuperare gli elementi mancanti. Arrivano gli addetti alle liste e al guardaroba. E gli stand e le grucce? Ah, ma andavano portate le grucce? Grrrrr!!! Intanti i traceurs per ingannare il tempo non trovano di meglio da fare che arrampicarsi su e giù, giù e su per la struttura esterna del parcheggio. Li guardo e mi viene la nausea da altezza e precipizio. Ma loro saranno abituati, penso. Spero, più che altro. Poi si spostano fuori e inziano a saltarearrampicarsigirare per la piazzetta. C’è un tipo nerovestito che cerca di emularli e perde 5 kg e un paio d’anni di vita per fare un salto che loro fanno con nonchalance. Intanto è ora di pranzo. Ma il pranzo non c’è. Anzi, sì, anzi, no. Anzi, arriva la prima tranche. E la seconda non se la fila nessuna. Controllo liste. mancano nomi, aggiungi dei nomi, togli dei nomi, sposta dei nomi. Temo che qualcuno resterà fuori. L’ufficio stampa/PR di Milano cazzeggia, al solito. Il regista continua a prendersi delle maledizioni, è tardi e ancora non è stata fatta nessuna prova. Qualcuna colpisce il segno: sbatte la testa sulla protiera della macchina e lo vediamo riapparire con un vistoso cerotto sul sopracciglio (LOL!). PesoPiuma scalpita e ha ragione. Le truccatrici truccano, gli hair stylist montano i capelli delle modelle. Ma dov’è la modella orienatle? nah. Boh. Sarà andata a fare shopping. Dopo 10 minuti la vediamo arrivare, con una flemma surreale. I traceurs storcono il naso davanti alla loro tenuta da sfilata. Non vogliono farsi truccare. Scappano e ridono e si vergognano. Un bambino di 5 anni fa meno storie, ma poi alla fine sono bellissimi, tutti di biancovestiti. L’Apprendista offre gentilmente casa sua per un cambio abiti e restauro veloce. Andiamo e in mezz’ora riusciamo a: lavarci, cambiarci, pettinarci truccarci. In 3. Donne. Pare incredibile. Torniamo e assistiamo alla prima vera prova. Sono le 20.30. L’adrenalina sale. L’ingresso comincia a riempirsi di persone. Tamino mi tiene la mano e mi tranquillizza. Lo stordisco presentandogli un milione di persone. “Ah, ma sei tu il fortunato?” “Eh, più che fortunato, rassegnato!”. Alle 21.30 parte il countdown. Le porte cadono, la gente sciama all’interno. Parte la musica.
I ragazzi del parkour sono carichi: la performance è convolgente. Le modelle sbrilluccicano e sfilano tra i salti e le capriole dei traceurs. Finisce troppo presto.
Nell’abbraccio tra noi dello studio c’è tutta la tensione finalmente scaricata.

 

Io, L’Apprendista e la particella di sodio dell’acqua Lete

In giro per Firenze non c’è nessuno.
Qui in studio gli architetti al cazzeggio.
I Boss non sono ancora giunti.
Ma non era meglio restare a letto?

 

Anno nuovo, blog nuovo!

Tra i tappi dello spumante ormai sgassato, scoppiettante come un petardo inesploso, lessa come uno zampone e benaugurante come un piatto di lenticchie.
Sono tornata.
Eh niente, ora cerco di capire come funziona questo giocattolino nuovo e poi vi aggiorno.
Intanto: c’è una nuova pagina che mi presenta.
Intanto: vi siete accorti che il 2008/annomaleficobisestofunestoeappestato è finito?
Intanto: io sì.
Poi: mi siete mancati.
E spero di esservi mancata pure io.