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Questione di sfumature

Pomeriggio dell’Epifania all’Ikea. Riuscite a pensare un modo migliore di trascorrere l’ultimo giorno di festa? (Sì, lo so che ci riuscite, ci riesco pure io, non pensate male eh!)

Dicevamo: all’Ikea per scegliere l’armadio. Intanto: tocca fare zig zag tra famiglie al pascolo, signorotte bene che scroccano il caffè senza averlo pagato, architetti in cerca di ispirazione e commessi (giustamente) isterici. Raggiunta la postazione planner armadi, io e tamino cominciamo a creare. Il parto è lungo, ma fruttuoso: un paio, forse tre soluzioni che ci convincono. Arriviamo alla Soluzione, quella con la esse maiuscola. Bianco e nero. Semplice. Senza pensili. Funzionale. Economico.
Beh, vi chiederete, dove è il problema?
Eh.
Il “problema” è il bianco.
Non è possibile, ribatterete voi, il bianco è bianco, non si scappa. Non è un colore tipo il verde, che ne esistono seimila varianti (erba, smeraldo, acido, marcio, erba secca, erba appassita, smeraldo in purezza, smeraldo finto, sottobosco, sottobosco in autunno and so on…),
E invece no.
Io lo vorrei lucido.
Sono del Leone, TUTTO deve essere lucido. A onor del vero, tutto dovrebbe essere lucido e colorato, ma temo sempre che Tamino mi faccia internare in un ospedale psichiatrico, lui così essenziale, così bianco, nero, grigio, al massimo alluminio.
Io lo vorrei lucido, lui opaco.
Sono riuscita a tritarlo per mezz’ora, impermalosita e stizzita, per il lucido.
Poi, ho ceduto.
“Ok, facciamolo opaco!” ho detto con una lucetta mefistofelica nelgi occhi.
“Sicura?” mi ha chiesto lui, dubbioso della mia resa.
“Certo. Così in cucina possiamo mettere le sedie gialle.”

A un occhio attento non sarà sfuggito l’uso del plurale (possiamo).
A un occhio ancora più attento, non sarà sicuramente sfuggito che adesso ho una potente arma di ricatto. (”Amore, mi porti un caffè?” “Eh, te lo porterei volentieri, ma purtroppo sto pulendo le ante opache che hai voluto tu!” etc etc).

Sarà per questo che stamattina, al telefono, mi sono sentita dire: “Ci ho pensato sai? Facciamole lucide, come vuoi tu!”
Acc. Mi ha fregato.

 

Scheletri&armadi

Che poi in realtà gli scheletri non ci sono, anche perché io e Tamino non abbiamo ancora l’armadio.
Sabato ci siamo sciroppati un tour de force tra: Krea, Mobil Discount, Mondo Convenienza* e non mi ricordo più cosa. Il tutto per poi arrivare a dire: ok, ripensiamo meglio a mamma Ikea, che magari una soluzione c’è.
Ieri ho studiato tutto il catalogo e ho propinato al Tamino una serie di proposte esteticamente gradevoli, più o meno pronunciabili e economicamente sostenibili.
Resta da vedere se sono psicologicamente affrontabili, ma son cose da poco.

*Avete notato come ti entra nel cervello il jingle di Mondo Convenienza? Non tanto la prima parte (”Mondo Convenienza, la nostra forza è il prezzo!) quanto la seconda (”Dibididdàdduà!”), che ho continuato a riproporre per tutta la sera a un pazientissimo Tamino.