Brrrividi d’ammmore
Posted in vita da tamini on 02/03/2009 10:25 am by La CopyIo odio il freddo.
Davvero, datemi 40 gradi, anche umidi e ne uscirò comunque in qualche modo. Sudata, ma col sorriso e di buonumore. Il freddo invece mi fa proprio girare le palle.
Bene, questo cappello era necessario per raccontarvi la mia serata di ieri.
I genitori di Tamino sono in vacanza. Circa 20 giorni in Thailandia. Hanno fatto benissimo, spero che si divertano e riposino e abbronzino.
Sempre i suddetti genitori hanno due amorosissime micette. Le padrone di casa. Davvero, se dovessi rinascere gatta vorrei essere trattata come loro. A me gli animali piacciono, ma non ci impazzisco. Per intenderci, non sono una di quelle che come vede un cane/gatto/serpente/iguana/pappagallo/topolino si scioglie in tenerezze e inizia a puccipucciare e amorinotesoroso e amoredellamamma etc etc.
Prima della partenza la Tamino famiglia si è raccomandata col mio fidanzato: dai da mangiare alle gatte e se puoi dormi/dormite ogni tanto da loro, sennò si sentono sole. prima che mi diciate che è giusto, sappiate che c’è anche un’altra persona, che con regolarità le nutre e passa del tempo con le palline di pelo fusanti.
Ieri il piano era: uscire dal lavoro, raggiungere Tamino a casa dei suoi, aspettare che lui si docciasse e andare a cena fuori. Poi ok, dormire lì.
Arrivo. Il gelo. Ma non per modo di dire. Proprio il gelo. Di certo le due porte finestre socchiuse per consentire alle gatte di andare e venire non aiutano.
“Amore, magari accendiamo un po’ il riscaldamento?”
Lo guardo e dall’espressione capisco che il riscaldamento non funziona.
Morto.
Kaputt.
Anche la settimana scorsa aveva dato problemi, tanto che poi Tamino lo aveva staccato e si era magicamente acceso da solo senza spegnersi mai.
A questo giro nulla.
Mi tengo il piumino addosso e intanto lui si fa la doccia.
Cioè, ci prova.
“Amoooore, mi controlli se la caldaia ha la fiamma pilota accesa?” mi ulula dal bagno.
Io non ci capisco niente della mia, di caldaia. Figuriamoci di quella di un altro.
Esco, non vedo nulla, andiamo avanti per 5 minuti e poi lui, nudo nudissimo ma con indosso il mio piumino, mi dà indicazioni dalla porta della terrazza mentre io smanaccio sui pulsanti. Nulla. Kaput. Niente acqua calda. Si lava al freddo e al gelo con un po’ d’acqua scaldata nel bollitore. Il passo successivo è il parto in casa, con la levatrice che chiede: “presto, dei panni puliti!”
Intanto salta la luce.
E lui è sempre nudo.
E cerca una torcia e controlla.
E la luce è saltata giù, nel vano condominiale. Eccerto, sennò era troppo facile.
E scendi le scale e trova l’interruttore, e riattaccalo e risali.
Stanotte abbiamo dormito lì.
Mi son meravigliata di avere ancora il naso attaccato al suo posto, stamattina. Mi son vestita restando sotto le coperte.
Ve lo ricordate cosa ho scritto in apertura di post?
Ecco, se non è amore questo…
