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Corsi e ricorsi

Secondo incontro del corso prematrimoniale, ieri sera.
Fuori incontriamo una coppia: ci dice che la settimana passata (mentre io e Tamino eravamo alla sfilata) c’è stato un parapiglia sull’argomento “matrimonio tra coppie gay”.
Tamino si morde le mani, avrebbe voluto esserci.
Io ringrazio la mia buona stella, ché se mi picchia il prete ci sta che poi il suddetto abbia difficoltà a celebrare le nozze.
Siamo tanti, anzi di più.
La sensazione di essere a The Club non mi abbandona, ma sorvoliamo.
Un tipo buffo e smilzo, con gli occhialetti, mi lascia basita.
Alla domanda: “Sì, ma perché vi sposate? Cioè, perché proprio lei e proprio lui e nessun altro?”, risponde serafico. “Eh, perché con lei ci sto bene e sai che fatica ricominciare tutto da capo con un altra!”
In effetti la pigrizia mi sembra un ottimo motivo per decidere di sposarsi.
Spero che lei a casa gli abbia lanciato contro tutte le pentole del servito. Possibilmente quelle in ghisa.
Comunque per adesso pare interessante e a tratti divertente.
Don Giorgio si lancia in interpretazioni etimologiche e spunti interessanti.
E io e Tamino ridiamo parecchio.
O siamo molto fortunati, o siamo parecchio scemi.
Al momento non mi sento di escludere nessuna delle due possibillità.

 

Banzai!

Io e Tamino a settembre ci sposiamo.
Cerimonia rigorosamente mista, visto che lui è ateo.
Tocca comunque fare il corso prematrimoniale.
E così giovedì ci siamo recati in quel di Giogoli, ove il temibile Don Giorgio tiene i corsi “per aspiranti kamikaze” (cit.)
Abbiamo scelto Giogoli per più di un motivo.
Fuori Firenze, ma non troppo.
La pieve è piccola e bellina assai.
Don Giorgio è un prete sui generis.

Pare infatti che metta alla prova i futuri sposi con incontri dove si fa affiancare da psicologi (e lui stesso è laureato in psicologia). Come, non è dato saperlo.
“Saremo 4 gatti!” ci diciamo io e Tamino scendendo dalla capiente Multipla.
E invece siamo accolti da un sorridente signore dall’aria orientale, che viene ribattezzato Wampùm (anche perché non siamo riusciti a capire come si chiami davvero).
Wampùm sistema sedie, sistema sedie, sistema sedie…
E in effetti alla fine siamo 18 coppie. E probabilmente aumenteremo.
Noi ci siamo sistemati sulla panca dei ripetenti: in angolo, nascosti, quasi mimetici.

Ci sono due coppie, con bambini semi urlanti al seguito e una psicologa.
Don Giorgio non c’è.
Però si comincia lo stesso.
“Presentatevi reciprocamente, lui presenta lei, lei presenta lui, aggiungendo un pregio e un difetto.”

E qui parte la ridarola.
Sembra di essere tra Miss Italia e The Club.

“Lei è Gianna*. Il suo pregio? Beh, è davvero dolcissimissima. Però è polemica!”
“Lui è Gianni. Il suo pregio? Guarda, è davvero buono buono buono e disponibile. Però è disordinato!”

E poi:
“Lei è Anna: è solare e semplice e gentile. Molto gentile anche con sé stessa (ndr: a beh, che bel pregio!). Il suo difetto è che è un po’ introversa.”
“Lui è Marco e il suo pregio è che è onesto, è proprio come lo vedi. Il difetto è che porta all’esasperazione!”

Poi è toccato a me e Tamino.
Lui: “Un difetto? A volte è umorale…”
Ed è lì che si è alzata una voce, da un ascoltatore non identificato:
“Amorale? E’ amorale?!?”
Giusto per farsi riconoscere, ecco.

Abbiamo ascoltato perle di saggezza quali:
- Ah, ma si può fare un matrimonio misto? Perché io non credo e nemmeno lei, ma la chiesa è tanto bella!
- Lei è la mia fidanzata, deve fare battesimo, comunione e cresima, cioè, se le va, ma le va di sicuro perché io voglio così!

Comunque, siamo sopravvissuti.
Che non è poco.

*ovviamente tutti i nomi sono assolutamente casuali, sia per la privacy, sia perché ovviamente non me ne ricordo uno. :-D